Radon in casa: come sapere se il tuo comune è a rischio

Il radon è un gas radioattivo naturale che esce dal terreno ed entra negli edifici dal basso. È la seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo, non si vede né si sente, e la prima domanda da farsi è se il comune è fra quelli classificati a rischio.

Cosa dice la legge

Il D.Lgs 101/2020 ha fissato in 300 Bq/m³ il livello di riferimento per le abitazioni (media annua) e ha imposto alle Regioni di individuare le aree prioritarie: i comuni dove è più probabile superarlo. Sapere se un comune è in quell'elenco non dice quanto radon c'è in quella casa, ma dice quanto vale la pena misurarlo.

Perché sapere se il comune è a rischio non è immediato

Le aree prioritarie le individua ogni Regione per conto suo, con criteri, formati e tempi diversi: alcune pubblicano elenchi di comuni, altre mappe, altre delibere in cui il proprio comune va cercato dentro un allegato. Non esiste un elenco nazionale unico e aggiornato, e questo è il motivo per cui quasi nessuno fa questa verifica.

Noi teniamo insieme quelle fonti e diciamo, per un indirizzo, se ricade in un comune classificato — così la domanda diventa una sola: vale la pena misurare?

Cosa cambia per chi compra

I limiti del dato

La classificazione è comunale, non una misura del radon nel singolo edificio: la concentrazione reale dipende dal terreno sotto quella casa, da come è costruita e da come viene aerata. «Comune non prioritario» vuol dire che il rischio medio è basso, non che quella casa sia esente — e resta comunque consigliabile misurare ai piani terra e interrati.